di Rosanna Spina   Premio della Giuria Popolare

 

SENZ'OMBRA, SENZA PIU' DOLORE

 

Saprò la cecità farsi padrona dei miei occhi,

se non riuscirò a farti vedere

queste piccole opere di sogno,

la quiete e i suoi incantamenti;

ma con che luce posso io chiamarti,

se alla luna alta non rispondi...

Con quale riflesso umido degli occhi potrò indicarti l'anima del fiore-

l'anima che non si disfa, che ricorda

il suo profumo in offerta universale'?

Aspetta ancora, non allontanarti;

un'ombra greve m'inquieta e mi confonde,

e io non so se già è finito il giorno,

se il buio che cancella i riflessi del tramonto

nasconde la trappola e l'insidia

in cui s'imbatterà il mio piede,

prima che riscopra nuovi mondi...

Aspetta, non andare.

Ho tanto da mostrarti. Ma non vedi?

...Sotto la crosta bianca dell'inverno il

fiore è stinto‑

-ma la vita non ha sepoltura-.

 

Tutto il dolore che si spezza senza voce

riecheggia -come in sogno- tra le pietre.

Prendi le carezze mancate

e asciuga il mio ed il tuo viso:

non c'è ombra né dolore, non c'è morte,

se lasci che le dita mie d'argento

io intrecci alle tue forti mani d'oro.

Allora il sole mi fa cielo intero,

ed io, come l'ultima regina

allestisco il mio regno in questo sogno...

 

-Ma se ombra di solitudine mi sveglia, allora io voglio morire.

 

...Oppure tu... come fa la Luce...

…………..ridammi la mia Anima Immortale.

 

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